Respirare con Sanremo 2021... e con Sanremo "tout court"

 

Amici, cosa vi aspetta in questo spazio sanremese, anche in senso lato?!

Il Festival 2021, con le sue serate come sempre un po' matte (pandemia permettendo!!), ci ha ispirati per la "durata" di 8 pagine.
A pag. 9 troverete una piccola foto-music-gallery "maison", a destinazione anche dei lettori francesi!
A pag. 10 salutiamo la grande, storica Milva.
Memo Remigi, con il suo ritrovato buonumore ed il suo compleanno tutto da festeggiare, vi attende al pianoforte a pag. 11 :)
La pag. 12 è dedicata a Franco Battiato i cui brani, curati, attuali e suggestivi, sono senza tempo...
 

 

Ariston2021 sera

 

Piccola precisazione: livello e stile di scrittura adottati cercano di non slittare verso troppa complessità per maggior accessibilità nei riguardi dei lettori francesi. Viceversa, nelle pagine targate FR. potrete trovare anche interi paragrafi di chiarimenti in lingua italiana (o contenuti sull'Italia).

 

Cari amici italiani che ci seguite o che cominciate a seguirci in questo periodo così difficile, come spesso accade con i titoli, anche il nostro non può che risultare abbastanza riduttivo... Come respirare veramente? Chi ci riuscirà davvero? Le parole non bastano e mai basteranno per descrivere quel che da troppo tempo ormai il pianeta sta subendo. Ma questa "goccia che fa traboccare il vaso", in un mondo già affetto da gravi patologie e follie varie non avrà ragion di noi... almeno sul piano psicologico, intendiamo. In realtà et pour tout vous dire, "Cultura & Salute", col suo sguardo al 100% italiano oltre che cent pour cent français non è del tutto convinto che la scelta di mantenere il Festival sia esattamente quella giusta. Molto probabilmente, alcuni di voi, benché italiani (!), hanno gli stessi dubbi (per non dire dei chiari "no"), e in questi giorni di effervescenza (la parola sembra adatta anche quest'anno, seppur con diversa intensità) si nascondono come possono, mentre già hanno consultato i programmi televisivi e memorizzato le alternative al festival-della-pandemia, che tutti i rischi non si porta via... e così sia.

Ciò detto, infatti, la decisione è presa da molto tempo e mantenuta (abbiamo noi stessi avuto il piacere di annunciarla in prima pagina delle nostre "brèves") anche se un maggiore slittamento (se non annullamento) avrebbe potuto forse essere una valida alternativa, vista l'evoluzione e l'attuale situazione sanitaria un peu partout. Se poi, magari, anche il vostro pensiero è andato all'anno scorso, e al fatto che il meraviglioso 70esimo Festival di Sanremo di Amadeus e Fiorello ha già avuto luogo in piena tradition mentre in realtà i primi casi di Covid si erano registrati non troppo lontano a fine gennaio (certo, senza saperlo)... potremmo dirci che già una volta il male è stato fatto. E che, per di più, ora ci dovrebbe essere consapevolezza.

Parallelamente, e esattamente in ugual misura secondo noi (ma chi può dirlo con assoluta certezza ?), le ragioni per riproporre il Festival, anche nella bellezza delle sue cinque serate, ci sono tutte. A due principali condizioni : niente "contorno" musicale maxi e ultra in tutti i sensi per vie e piazze della città (di cui possiamo rimpiangere qualche più "equilibrata follia" o sfaccettatura) e niente pubblico (che si confermasse il teatro Ariston o meno). Dopo qualche esitazione o semblant d'hésitation, e dopo quache idea simpaticamente bislacca "a forma di nave", queste condizioni saranno assolutamente rispettate. Insieme alle altre ferree regole che il mondo conosce (e che non aveva mai conosciuto in modo così chiaro e comune). Regole che il nostro Amedeo Sebastiani per primo conosce alla perfezione, più e meglio di tutti grazie allo spot anti-Covid e pro gesti indispensabili, da lui prontamente registrato per mamma Rai, impotente consigliera. E questo dato è di buon augurio...

Ma ecco che, a proposito della Rai, appunto, si disegna certamente un'occasione speciale per cercare di ripartire e di far ripartire tutto un universo sospeso (o meglio bloccato) professionalmente e artisticamente. Al contempo, si tratta di osare un (sor)riso condiviso : tutto il talento, la simpatia ed il savoir-faire dei nostri "conduttori bis" conquistano sicuramente in questo senso. A tutto ciò, possiamo aggiungere il carattere - ma forse dovremmo dire la natura - degli italiani, qui explique tout. E che non escude assolutamente, come può sembrare, la massima serietà di fronte a certe situazioni o a certio argomenti. Les italiens peuvent se montrer à la fois très joyeux et profondément sérieux si besoin. Il faut savoir comprendre leur bonheur, ou plutôt leur insouciance souvent bien placée ou justifiée pour un temps donné (en temps de pré-pandémie déjà). Cosa può ancora spiegare questa scelta (oltre, magari, anche a motivi tecnici, e semplicemente di contratto)? Naturalmente, la qualità di una manifestazione più che completa. Una kermesse che, al di là di apparenze o mediatiche ridondanze su frivolezze anch'esse "necessarie", si è distinta nel tempo (sette decenni ormai!) grazie alla qualità delle canzoni e ad alti momenti di spettacolo e di parola. Sapendo così farsi portavoce con leggerezza  e con altrettanta serietà del costume e del sentimento collettivo. Ma anche facendo opera di educazione o sensibilizzazione, a volte semplicemente tramite un'intensa o innovativa interpretazione. Questa "Sanremo story" sarebbe la nostra "Sanremo tout court", su cui ci soffermeremo appena possibile, famoso traguardo oblige (ora concentriamoci su questa edizione, anche se già non mancheranno piccoli riferimenti a successi precedenti... eccone già nel paragrafo che segue...).

Pronti a spiccare il volo, dunque, "nel blu dipinto di blu", dalle nostre pareti inondate di sole quasi primaverile (dopo il gran freddo) e di fantasia? Lasciandoci fuori ansie, paure, e tornando con la mente alla normalità di quando, fino all'anno scorso, eravamo tutti ignari e felici (o contenti). Anche se già, ad esempio, non era poi scontato per i giornalisti cantare e ballare in piena sala stampa "Occidentali's Karma" insieme a Francesco Gabbani. O per la platea dell'Ariston (che sappiamo essere stata molto meno permeabile), muoversi così bene (moglie di Amadeus compresa, Giovanna) al ritmo del pot-pourri degli amatissimi Ricchi e Poveri. Un momento indimenticabile che l'odierna tragedia ha reso particolarmente commovente. Ed un gruppo storico e mitico, che l'anno scorso aveva fatto, in quattro, il suo grande ritorno-"réunion" - scriviamolo in francese -, e che da poco ha visto uscire il suo doppio album (quello bloccato per  la pandemia!), che include la partecipazione di José Feliciano per i cinquant'anni della splendida "Che sarà".

Et maintenant... e visto che il nostro pensiero ci ha portati alle canzoni... se, invece di indicare gli ospiti o l'organizzazione d'ensemble, che facilmente già conoscete o che potete subito conoscere (a portata di clic) cominciassimo proprio dalle canzoni in gara? Certo, anche quelle sono delle "info" da trovare in modo indipendente, se vogliamo, ma... ce n'est pas du tout pareil. La soggettività di Sanremo sta innanzitutto nelle canzoni. Non perdiamo di vista le but premier (ed è quel che ad ogni Festival, puntualmente si ricorda, finendo ovviamente col vincere la scommessa!). Dei brani tutti da ascoltare e da giudicare nel miglior senso del termine. Cioè in modo costruttivo, ragionevole, a volte istintivo... ma sempre con profondo gusto e sincerità. Confrontandosi con le opinioni degli esperti, lasciandosi influenzare o mantenendo le proprie posizioni, ben motivate. È questo lo spirito di Sanremo. Ed è anche la pazienza e la voglia di ascoltare più volte lo stesso brano, per poi cambiare idea, magari, du tout au tout!
Insomma, anche noi di "Culture & Santé" non abbiamo potuto fare altro (ritrovando già la magia di Sanremo) che documentarci al meglio, e seguire quel racconto prefestivaliero fatto di aperti sorrisi, anticipazioni di canzoni o altro... A prestissimo dunque, per dedicarci alle canzoni, oltre che per ascoltare... ma questa è una sorpresa :)


Precisazione n°2: Anche Sanremo ha qualche piccolo (e a volte più grande) difetto, come ogni altra grande e complessa manifestazione che si rispetti, ovunque essa si trovi! "Culture & Santé", al di là di qualsiasi mediatizzazione, ha deciso di parlarvi solo di quel ci piace di più, a qualsiasi livello: sappiamo che su Sanremo (e su tutto ormai, certo!), troverete o approfondirete ciò che vorrete. E che su "Culture & Santé" potremo proporvi il nostro sguardo, e tutta la nostra voglia di far conoscere ed apprezzare molti italianissimi (o bellissimi, a prescindere) aspetti del Festival ai nostri amici francesi. Anche quando la nostra manifestazione si svolge in un momento a dir poco feroce. I messaggi importanti, sottoforma di canzoni ed interventi, non mancheranno (accanto al tema dominante, ed ora ancor più essenziale, dei sentimenti e dell'amore).

Questa volta, illustriamo à la fin (anche con una nostra invenzione, sentita ma un po' stramba... se non vi va di leggererla, guardate pure direttamente la foto di via Matteotti, e ricordate quelle luminarie, di solo un anno fa, così belle, originali e ben realizzate!!). A proposito, chissà se, a partire dalle "foto di anteprima", i nostri lettori francesi hanno indovinato tutti i nomi dei cantanti di Sanremo in questione (nella parte francese corrispondente a questa nostra pagina)? Per una volta, non avevamo indicato le soluzioni, per un'eventuale ricerca personale...

Sanremo 2021 spiegato ai bambini :

C'era una volta - no, accidenti, c'è sempre - un bruttissimo virus, ma quello esiste da "poco", cioè : esiste da poco così grande, grosso e cattivo nelle sue azioni. Un virus che anche quando si fa piccolo piccolo, può far molto male, malissimo, tanto che non puoi più respirare!! [Ma chi di voi ha osato spiegarlo un po' così, subito, ai suoi figli piccoli? Poi la "favola" è un po' più dolce]. Però c'era una volta anche un teatro coraggioso, il teatro Ariston, anche se dietro le quinte era proprio stretto stretto, per una pandemia (e anche per un'epidemia). Questo teatro, invece, è ben presente da tantissimo tempo, e conosce a memoria i 70 anni del Festival, quindi non può invidiare troppo il Casinò, elegante con i suoi soldoni. Ciò nonostante, Mister Ariston, intelligente, sensibile e un po' furbo come lo ha sempre voluto il Signor Vacchino, suo accorto proprietario, pensa, ripensa e decide: « Non si sa mai, prima che questa schiera di indecisi si decida a fare il Festival da qualche altra parte, ora io mostro a tutti le date del 21esimo Sanremo sulla mia bella e inconfondibile facciata. Mostro e dimostro chi sono encore une fois. Perché virus o non virus... "non esiste proprio": con tutti i grandi come, in tempi passati e recenti, che hanno energicamente e gentilmente cantato grazie a me e quasi insieme a me (conoscete la mia perfetta acustica?), non posso permettere che mi zittiscano, e che mi lascino triste e solo in un momento di così grande festa (in tempi normali)! Gli altri teatri e cinema poi, mi fanno una gran pena, non hanno proprio nessuna occasione per rinascere. Io invece conosco benissimo Ama, che condurrà anche meglio dell'anno scorso, con grande classe e coscienza... E potrò lasciarmi coccolare da Gaetano Castelli, che ancora una volta - magnifico - saprà occuparsi di me (anche se, modestia a parte, saprei perfettamente adattarmi a tutto e a tutti!).

Sigh, scusate, ora già piango però! Sarò anche un teatro con l'anima di un fanciullo, ma ne ho sentite di cose brutte in questi giorni, dalla pochissima gente a spasso per via Matteotti. E in fondo, anch'io posso capire. È vero, Ama (sempre Ama), ma anche Fiorello-Fiore, dicono che tanto, non fare Sanremo non sarebbe bastato a far riaprire ristoranti, luoghi di incontro eccetera. Ma dire ok a Sanremo, anche facendo molta attenzione, sempre secondo le regole, non rischia comunque di far passare il virus e di farci ammalare di più ?!!... ah sì "contagi", che brutta parola, anche se so che non è la peggiore. Mi ricordo di una bambina vispa ma anche molto tranquilla... si sedeva sempre in prima fila nel mio cinema Ritz... Quando, a volte, c'erano morti in un film, diceva sempre che tanto nessun problema, non erano mai molto gravi. Che poi, almeno riguardo attori e finzione, aveva anche ragione. Io la sentivo: convintissima, voleva molto brevemente  ma efficacemente consolare i suoi vicini di poltrona, divertiti. Poi sorrideva... Anch'io voglio poter nuovamente sorridere, e ridere, ospitare, custodire e far risuonare (ma anche cantare!) le canzoni e le parole più intense, da portare alla luce nonostante tutto. Ma voglio soprattutto poter credere che quest'incubo mai e poi mai immaginato finirà al più presto. Intanto, per Sanremo 2021, sarò d'aiuto ma, spero, senza nessuna conseguenza (o troppe conseguenze...). Tra un silenzio e l'altro, e tra pause di riflessione, non dimenticate di esprimervi su tutto ciò, con la musica e non "solo", sempre con testa e cuore. Per sentirci uniti più che mai. Buon Festival a grandi e piccini. E abbiate sempre cura delle canzoni, dei cinema, degli amici teatri come me, delle biblioteche... Abbiamo bisogno dell'ossigeno dell'aria quanto del loro ossigeno ».
 


Volare rue matteotti sanremo


Ed ora, "girate" pagina: come dicevamo, occhio alle canzoni!!

SANREMO 2021: REPERAGE DI CANTANTI & CANZONI

Quali canzoni e quali protagonisti sanremesi siamo curiosi(ssimi) di ascoltare, soprattutto?


Senza distinguo tra big e nuove proposte - a Sanremo, disordine e senso di fraterna uguaglianza è "di casa" (quanto una grande serietà professionale) - ecco chi ci piace già, prima di qualsiasi esibizione. Vi confermeremo :)

 

Orietta berti 1965


Orietta Berti (qui nel 1965) : oltre ogni nozione di disordine appena evocata, cominciamo da lei. Non a caso qui è la prima... un vero e proprio monumento di stile  e di semplicità. Sempre presente, certo, ma anche sempre dolce e simpatica e coraggiosa, soprattutto riguardo al momento che sta ancora attraversando. "Quando ti sei innamorato" è un brano che la nostra veterana doc dedica... al marito Osvaldo, naturellement. Una canzone classica, spiega Orietta, con gli archi negli incisi e con una fine da brano di musica sinfonica (saremo tutto orecchi anche per l'assolo dell'orchestra).
Curiosità: Lo sapevate che... in hotel, a Sanremo, Orietta indosserà delle ciabatte anni '90 speciali, capaci di assicurarle un bel massaggio plantare? Ovvio: i piedi contano quanto la voce!
Aggiornamento: Orietta ottiene il secndo posto (!) nella serata speciale di giovedì, in cui ci ha proposto il ricordo dell'intramontabile Sergio Endrigo... ricordiamo che solo l'orchestra ha potuto esprimere il proprio giudizio sulle cover (ripasso dei titoli con la classifica... potrete poi (ri)ascoltare ciò che vorrete, a parte le nostre altre suggestions che seguiranno). 

 

Arisa gf vip

Arisa, con "Potevi fare di più" : è al suo settimo Sanremo ma anche al settimo cielo... anche perché ricordiamo che durante le prime fasi della pandemia è stata molto provata. Felici per lei.. oltre che di risentire una voce pura e cristallina che è solo sua e che fa sempre venire i brividi. Gigi D'Alessio è quest'anno il suo paroliere. Et, encore une fois, ça promet, per colei che ha anche copresentato il Festival... (parafrasando il suo brano, potremo sicuramente dirle : « Arisa, non potevi proprio fare di più » !
Aggiornamento: viva la "sincerità" (dal titolo di un suo famoso brano)! Almeno per il momento, la canzone di Arisa (look a parte, "così così", se possibile dirlo...) non ci ha convinti, quindi da parte nostra no link qui... Mais nos amis français sont cordialement invités à connaître "Sincerità" et "La notte", par exemple :) 

A proposito di Arisa, attention: la ritroviamo a pagina 6 per...
 


Colapesce dimartino

Colapesce e Dimartino, un duo di autori siciliani che ha deciso di "buttarsi" insieme come cantanti-autori (e forse futuri grandi cantautori). "Musica leggerissima" è stata scritta in estate, senza pensare al Festival. Fanno sapere che l'intento è stato quello di parlare del nostro tempo, ma senza mai nominare la pandemia. Il loro brano è un inno al grande potere della musica, « che allevia le sofferenze, perché anche nell'abisso, un motivetto ti può salvare. La "musica leggerissima", per noi, è quella dell'inconscio » ("Sorrisi e Canzoni TV").
Non possiamo non citare questo passaggio ricorrente (ascolteremo se si tratta di un vero ritornello che quasi quasi, già vorremmo memorizzare) : Metti un po' di musica leggera / Perché ho voglia di niente / Anzi leggerissima / Parole senza mistero / Allegre ma non troppo /Metti un po' di musica leggera / nel silenzio assordante /Per non cadere dentro al buco nero / Che sta ad un passo da noi, da noi / Più o meno. Certo le ultime battute sono fortine in questo momento. D'altra parte dimostrano che non si tratta di fare lo struzzo! Si cerca solo di ritagliare qualche spazio per non precipitare o affogare. E poi, sulla foto che ho sotto gli occhi, coi loro bei maglioni colorati, sembrano due Gabbani bis, che mettono di buon umore. Scherziamo: i nostri due sorridenti pre-quarantenni dimostrano già una loro altrettanto bella personalità.
Aggiornamento: Torneremo in queste pagine su questo duo rivelazione, di cui abbiamo appena evidenziato parole "buone e giuste", e già dans la tête... Aggiungiamo poi il pezzo presentato come cover giovedì. Si sono misurati con... Franco Battiato (e con splendide parole). Che sorpresa :)


Lo stato sociale

Lo stato sociale. Hanno conquistato il secondo posto tre anni fa con la lor gioiosa quanto impegnata "Una vita in vacanza" e ci hanno conquistato "tout court". Che bello ritrovarli! Dopo tanti mesi di stop vogliamo tornare a far succedere qualcosa su un palcoscenico, che per noi è come una casa. Analogia molto interessante, da parte di chi, già, ha cominciato includendo Amadeus nel suo testo. Sorpresa. :)
Cosa succederà allora? "Combat  pop" è nato per gioco, ma...
«è una critica alla società, confidano, e vuole metterne in luce le contraddizioni, soprattutto nel contesto di Sanremo». Lodo, Francesco, Alberto, Enrico e Alberto 2 dubitano e spiegano (udite udite!) : «Perché stiamo qui a suonare? Per dire qualcosa, per fare arte, per stare bene con gli altri? Oppure per vendere spazi pubblicitari ed essere sottoposti alle regole del sistema (regole sanitarie a parte!)?». A noi l'ardua sentenza. Del brano, che si augura più canzoni impegnate, citiamo: «A canzoni non si fanno rivoluzioni / Ma nemmeno un venerdì di protesta, / La moda passa, lo stile resta». Pensate che, aspettando il Festival, hanno avuto l'idea di far uscire ciascuno il proprio, diversissimo, mini album...


Fulminacci

Fulminacci ha 23 anni, e ha già vinto (due anni fa) la targa Tenco per la miglior opera prima con l'album "La vita veramente" (bel titolo, nella sua semplicità...). Il suo nome d'arte è la contrazione di Filippo Uttinacci, cantautore romano «che fa quello che [gli] piace», compreso cucinare: pasta, broccoli e guanciale è la sua pratica «ricetta "svuotafrigo"». Ma è qui per cantarci la sua "Santa Marinella", che prende il nome di una località di mare laziale (a volte i nostri link non sono legati all'esibizione, per motivi di concentrazione o per mostrarvi il video ufficiale). Pensate, questo brano scritto un paio di anni fa parte da un semplicissimo accordo di chitarra acustica, e poi "vola" - come noi con Sanremo - grazie ad un arrangiamento classico da grande orchestra. Fulminacci non ha troppa paura del Covid (questo lo abbiamo aggiunto noi!), ma pare proprio che tema disguidi tecnici o gaffe di tipo cinetico (rovinose cadute)... Nel suo brano un verso non molto ottimista: «Tanto non c'è più niente di cui innamorarsi per sempre». Ne siamo proprio sicuri? Comunque sia, giovedì (favolose le reinterpretazioni del giovedì!!) vogliamo proprio sentire e vedere come rivisiterà l'amatissima "Penso positivo" di Jovanotti, in compagnia del comico Valerio Lundini e del trombettista geniale Roy Paci... Voilà, sentita (link aggiunto). Non era una scelta facile: bravissimi, ragazzi!

Concludiamo (sicuramente avremo modo di parlavi più avanti di altri artisti/di qualche altra canzone) con "un certo" Ermal Meta (che una mia vicina di casa chiama sempre Metal Meta!). Un big a "tuttissimi" gli effetti, che ci piace molto accostare a Francesco Gabbani, Mahmood e Diodato. Per "Cultura & Salute", tra questi coetanei cantautori non c'è alcuna differenza in termini di talento, grandezza e freschezza artistica (insomma, ne siamo proprio orgogliosi - o "fiers" come direbbero gli amici francesi - anche se noi non usiamo molto questi aggettivi). Vi immaginate un loro concerto ("post-post" pandemia) "tutti insieme appassionatamente"? E magari, per una volta e anche per le seguenti, si tratterebbe di un concertone senza nessuna irritante esagerazione da stadio. Ciò non toglierebbe nulla riguardo al coinvolgimento da parte di un pubblico felicemente ritrovato e misurato. Qualcuno ci perderebbe un po' ma oggi, anche se non è certo facile, si conterebbe su altro per la necessaria ripresa. Vabbé, non è proprio un buon esempio, con quattro grandi... ma il principio è questo. Basta esagerazioni in un campo che proprio non ne ha bisogno. Ci vuole più semplicità, spessore - le due cose possono coesistere - e meno apparenza, ovunque... Il nostro Festival ci piace perché lo spessore si fonde col colore (e coi colori)...

Excusez-nous: eravamo rimasti al nostro Ermal. Che quest'anno ha deciso di lasciar parlare il pianoforte e il cuore. In senso prettamente sentimentale, dunque ; dopo averci conquistato con brani di grande portata sociale, come la struggente "Non mi avete fatto niente" (primo posto 2018, in coppia con Fabrizio Moro, cf. foto quiz côté français) o come, nel 2017, l'importante "Vietato morire" (magari potessimo solo vietarlo e vietarcelo in questo momento!) contro ogni tipo di violenza, encore une fois (peccato solo che, secondo noi, il video non sia stato esattamente all'altezza del brano). Per Ermal Meta un po' di romanticismo, sicuramente di alta qualità, ci sta bene quest'anno (anche perché, diciamolo, la pandemia non ci ha aiutati in questo senso). Chissà a cosa somiglierà la sua musica quando  canterà, con voce unica, la sua "Un milione di cose da dirti": «E senza dirlo a nessuno / Impareremo a volare / Tu mi allunghi la vita inconsapevolmente / Avrei un milione di cose da dirti, ma non dico niente». Ancora il volo, e l'importanza delle parole, questa volta di quelle ancora da dire, sospese nel silenzio e nella poesia. A proposito, che belle frasi, piene di ottimismo (!...) ed anche, appunto, contro la violenza, aveva espresso al nostro microfono Ermal, uscendo dalle ultime prove Ariston del lunedì. Gli avevamo chiesto, per cominciare, se esisterebbe una formula (il classico "segreto") per diventare con più probabilità dei bravi cantautori. Ovviamente, come potete ascoltare nel file, occorre anzitutto essere buoni osservatori (e "ricettori" della poesia della vita). Dopo qualche altra sentita e in fondo sempre attuale festivaliera risposta, Ermal si è quasi scusato per il suo "uso zero" del francese. Pas de problème, si rifarà al prossimo (eventuale) incontro!
 


Ermal meta

 

Aggiornamento : oltre ai link verso i brani sanremesi qui in questione, non perdetevi (et surtout, ne perdez pas!) l'immenso regalo che ci ha appena fatto Ermal con la Mandolin Napoli Orchestra, nel giorno dell'omaggio a Lucio Dalla: una meravigliosa "Caruso", meritatissimo primo posto in classifica per la serata delle cover!!!! Non dimentichiamo di aggiungere che, al momento, Ermal si ritrova primo in classifica anche per il suo brano in gara, di cui sopra, e che potete sempre ascoltare una o "un milione" di volte, cf link di presentazione :)


Ermal meta ariston sanremo



Amici, seguiamo la prima serata (già brillante) e, naturalmente, appuntamento qui pour la suite, avec "Culture & Santé"!
 

 

Buongiorno a voi... ricominciamo dagli ascolti (prima serata), anche perché ci si è chiesti davvero se in tempi di pandemia l'adesione del pubblico potesse essere au rendez-vous (vicina agli ultimi livelli, s'intende). E voilà il risultato dal web: sono stati 11 milioni 176 mila, pari al 46,4%, i telespettatori che hanno seguito su Rai1 la prima serata 2021 (...). Nel 2020, lo share è stato del 51,2% con 12 milioni 480 mila spettatori. Considerando a parte i dati della seconda serata, si sono persi anche lì circa un milione e mezzo di telespettatori.

Ci aspettavamo risultati ancor più bassi, proprio per il difficile contesto (al di là della voglia di distrarsi) e non per eventuale minor competenza dei protagonisti o diversa qualità dello spettacolo offerto finora.  Altri hanno letto i dati diversamente, come indica ad esempio "Vanity Fair", e in un certo senso con qualche ragione: ci si può chiedere perché, stando molto di più a casa, gli italiani (e le italiane, ma in Italia ora non c'è discussione linguistica su maschile/femmminile...) non abbiano colto ancor più l'occasione per godersi da casa lo spettacolo più nostrano che c'è.
Come indicato, "Cultura & Salute" è d'accordo con chi considera appieno la pandemia - d'altro canto, anche lo stesso articolo citato lo scrive in rosso - e il fatto che inevitabilmente questa è un'edizione assolutamente straordinaria. Pertanto, anche se viene indicato che in termini di valore assoluto non si era ancora scesi così tanto da un'edizione di successo all'altra (con gli stessi conduttori principali), visto il momento siamo convinti che questo sia un buon, anzi un buonissimo risultato per il Festival 2021.
Potremmo aggiungere che, in certa misura, la prima serata non è così importante come potrebbe sembrare: il pubblico vuol probabilmente aspettare un certo rodaggio e, forse, se possibile anche una certa scrematura dei molti cantanti in gara... E meglio apprezzare la serata del giovedì con la sua marcia in più o rivisitazione di brani famosi, in coppia con nuovi cantanti o altri artisti. Il tutto, nove volte e mezzo su dieci (!), in chiave geniale quanto imperdibile. O ancora, naturalmente, per concentrarsi sulla quinta serata, la finale del sabato che fa svanir ogni incertezza.

Non vi preoccupate, ci penseranno gli altri a commentare (giustamente) i risultati serata per serata. Limitiamoci "solo" a considerare sempre, comme vous,  che la qualità rimane prioritaria, nonché, oggi più che mai, il sapersi adattare al contesto. Si capisce comunque che, ora più che mai, la RAI si soddisfi molto della quantità... Gli introiti della ripresa sono sempre quelli della pubblicità, e qui ci vien proprio da sorridere ripensando ad Amadeus ed alla sua gioiosissima performance che lo ha trasformato in un perfetto, dinamicissimo e coloratissimo omino di telefonia mobile-wifi-tutto-compreso (con tanto di cappello)... Uno sponsor  specchio dei tempi, privilegiato se non unico da un bel po', e ora particolarmente ringraziato per aver creduto nel Festival nonostante il "momento" (magari fosse solo un momento!). E comunque, siamo lontani dall'era dell'acqua minerale San Benedetto, associata al grande Pippo, che ora può dirsi più che soddisfatto di successori come Carlo Conti e poi come quest'Amadeus bis (poi ter?). "Ama" che siamo stati tra i primi a suggerire, nel nostro piccolo, alla conduzione del Festival :)

 

Amadeus sanremo 2020 ansa 3

 

Conduzione a parte (bravura e geniali intuizioni o travestimenti di Fiorello inclusi), pensiamo ora ad indicare cosa ci è piaciuto molto di questa prima "tappa". Chissà, più o meno, avete apprezzato le stesse cose (in realtà, molto apprezzabili!) Da notare, si l'on veut: non ci siamo fatti "condizionare" da troppi sunti pomeridiani. Altro punto: per sopravvivere e se si può, il Festival deve essere seguito "in alternanza": una volta è bello potersi concentrare molto di più sulla serata, e la volta seguente è perfetto riservare la propria attenzione a commenti e approfondimenti diurni. Non vi parliamo del DopoFestival perché "Culture & Santé" non è ancora riuscito ad interessarsene, anche se sappiamo che a volte questi scambi surreali con esibizioni anche originalissime può essere davvero molto carino e interessante. Meglio non dire ai lettori francesi a che ora comincia... Oh, pardon, ci siamo appena documentati, l'info ci era sfuggita: ovviamente, come le manifestazioni di contorno, il Dopofestival (che con la mascherina, anche solo per i tecnici, sarebbe risultato ancor più surreale) è stato annullato. Un po' come, anche, i giornalisti! Che, dai più di 1200 dello scorso anno, sono passati a... quasi un centinaio, ben distanziati eccetera. La loro nuova sala stampa è al Casinò di Sanremo (hanno trovato un ruolo diverso anche per quest'ultimo). Tutti i giornalisti assenti per queste ragioni storico-tragiche provano ad essere "presenti e molto scriventi", come ogni anno, mentalement et concrètement depuis chez eux/leur bureau.

Bene, dicevamo che sarebbe ora di ricordarsi di qualche bel momento di ieri sera. Ce ne occupiamo en ce moment même (forse...) per la pagina successiva. Ce ne occupiamo con qualche bel break merenda o tv (difficile sfuggire a Sanremo e ad interviste e dietro le quinte sempre accattivanti, anche - e a maggior ragione - quando non sono quelle del solito). Quando finiremo? Aucune idée. Se comincerà a farsi tardino con nessuna suite, potrete sempre venirci a trovare domani o più in là, e cercheremo allora di dire qualcosa anche sulla seconda serata, o più :)  D'accord ? E comunque, buon proseguimento di Festival!
 


Ben ritrovati cari amici e chers amis... non è proprio facile provare a seguire il nostro Festival, così ricco e denso, "in tempo reale"... vorrà dire che metteremo le foto in un secondo momento: tornate pure sulla pagina!
E se questa volta iniziassimo in modo anticonformista (l'anticonformisme a toute sa place a Sanremo) ? Diciamo subito, allora, che ovviamente, ci dissociamo al 300% da ogni ultraeccesso (sappiamo bene che qualche allegra follia ha sempre fatto parte del Festival)... dicevamo quindi, che preferiamo non considerare da vicino ogni smoderata esagerazione (secondo pleonasma); tanto più - e visto il contesto soprattutto! - se su sfondo (anche inconsapevole) di protagonismo a carattere cupo... Certo, il "vantaggio" di tutto ciò è, per esempio, che Fiorello ha potuto dar prova di sé con esilaranti mises. Che però difficilmente hanno raggiunto i livelli dell'originale (parliamo di personaggio e non di persona): meglio così.

A questo proposito, ricordiamo la reazione di un interprete come Memo Remigi pochi minuti fa, a "Oggi è un altro giorno": dopo aver interpellato il giornalista del "Corriere della sera", Marino Bartoletti («Marino, ma così non si distoglie l'attenzione da quel che conta veramente?»), ha tirato fuori un proverbio, che in italiano fa: «Una bella canzone si può anche cantare senza veli». Ah... ecco perché alcuni (vabbe', alcune... no no, proprio alcuni.e quasi secondo il maschile/femminile inclusivo francese!) hanno preferito scoprirsi in senso proprio. Non è una novità, del resto. Anche questa è la normalità di Sanremo, e anche in un momento come questo. Nella nostra pagina precedente abbiamo parlato, scherzando un po', di un nuovo modo di concepire i concerti, aggiungendo poi che a Sanremo non ci sono troppe esagerazioni... be', qui pardon, rettifichiamo. Ma manteniamo l'idea che, l'un dans l'autre, come si direbbe de l'autre côté de la frontière, vale sicuramente la pena amare il Festival (e, appunto, avere il coraggio dei propri appunti). Apprezzarlo e valorizzarne punti positivi e punti di forza. In fondo, Bartoletti non può che essere pienamente d'accordo con Remigi e con tutti quelli che amano poter ascoltare senza artifici belle canzoni, parole, e adatte interpretazioni (Renato Zero è Renato Zero, con la sua musica anzitutto, oltre che con il suo contesto).

In generale, dunque, che la bulimia lasci il posto alla fantasia dunque: queste le ultime sue parole in questo extrait. File in cui, come sentirete riconoscendo le voci, l'affetto per Sanremo (quasi personificato) è molto palpabile. Qui, vien detto che la pandemia è assente dalle canzoni festivaliere; abbiamo visto che non è proprio così (bravi, en effet, i siciliani Colapesce e Di Martino, anche per il loro color pastello)... E, comunque, al di là dei temi affrontati, è la qualità (e una certa serietà) che si deve ricercare. E quando la qualità c'è - nei brani come nello spettacolo/varietà (piuttosto che nello "show") - tematiche e preoccupazioni finiscono con l'incrociarsi. Fondendosi al meglio col sorriso e con note di mille colori, con noi ancora nel post-sanremo e soprattutto nel post-covid...

 


Cari amici, eccoci di nuovo qui, in questa pagina, le lendemain... dopo aver aggiunto importanti aggiornamenti e i nostri link musicali, bien sûr.

Di questo Sanremo, non ancora finito, sappiamo già che ricorderemo molte cose (non solo il momento inedito). Tanto per sintetizzare e ripercorrere un po' les événements, penseremo ad una cantante classica e trasgressiva pour la bonne cause. E che quindi, anche se non è una signora, stando a quel che canta, non è nemmeno una "figlia di... Loredana" (anzi, forse sì, ma solo di Loredana, appunto). E sa ancora essere, a suo modo, "bellissima", meno per la chioma ultra turchina tempestata di fiori e farfalle più vere che finte, che per le sue scarpe rosso fuoco, usate per denunciare chiaramente i vergognosi femminicidi che da noi sono ancora un'indicibile realtà, che va però va detta e combattuta, oggi più che mai (!!!).

Ricorderemo anzitutto l'omaggio sentito, commosso e anzitutto doveroso alla dolce, semplice infermiera Alessia Bonari, così elegante per l'occasione, e che ha dovuto sopportare i segni della mascherina et tout le reste (incredibile ma vero!) durante un periodo sfiancante, per non dire sovrumano, vssuto ancora da un personale medico che non ringrazieremo mai abbastanza.
 

Alessia bonari infermiera a sanremo


Ricorderemo ancora (ad esempio!) quel simpatico «alzate i braccioli!» rivolto da Fiorello ad una platea invisibile, no anzi, allegramente popolata da sorridenti palloncini dai mille colori (eccetera, questo "per" permettere a Fiorello di includere battutine un po' più "colorate", tipo quelle sulla lezione di lambada con Ama, e di cui non andiamo matti nemmeno noi, ma tant pis, lo abbiamo detto. Abbiamo anche letto la risposta innocente di Amadeus sul "caso", esso stesso dovuto au hasard).
 A proposito di questi simpatici palloncini, che non pochi giornalisti hanno "rubato", appunto come souvenir (!), non abbiamo capito bene perché Fiorello, seppure "en passant", ad un certo punto si è messo a bucarli e a farli scoppiare... erano l'unica cosa un po' viva del "pubblico". Mah... e i nostri due beniamini, non si saranno spinti "leggermente troppo" anche saltellando tra le poltrone, un po' alla Benigni?! Chissà, qui forse siamo noi ad esagerare un po'. Ci farete sapere, eventualmente, ma senza astio né troppa rabbia: non siamo sui social (anche se, a volte, siamo veramente en colère nous aussi)!...


Palloncini sanremo 2020


Come abbiamo già detto, comunque, anche per "Cultura & Salute" la conduzione generale è finora, a nostro avviso, riuscita e simpatica, spesso elegante. Conduzioni al femminile comprese, s'intende. Sempre bellissime, sciolte e spiritose (ed era difficile competere con quelle dell'anno scorso, in cui anche giornaliste di primo piano (anche Rai) erano state gentilmente coinvolte, rivelandosi davvero al top). Ovviamente abbiamo in serbo altri elementi, anche riguardanti la magia dello spettacolo e dei suoi grandi ospiti...

Ma torniamo alla musica. Nell'era dell'abbondanza, ci si dimentica sempre di qualcuno. Non vi abbiamo parlato di Max Gazzè-Leonardo Da Vinci, con la sua "Il farmacista". Ah, scusate, no era vestito da grande alchimista medievale... ovviamente per schernire poeticamente la falsa medicina... Non male, e comunque fedele al suo stile da cantastorie medioevale indispensabile per farci riflettere con proverbiale ironia e originalità. Anche se in teoria i suoi precedenti pezzi, anche più remoti, come "Il timido ubriaco", ci erano piaciuti di più, questo è uno di quei pezzi "da risentire" (in realtà, tranne palesi eccezioni, tutte le canzoni, un po' come le rose del Piccolo Principe, richiedono tempo e pazienza...). Il mondo è bello perché esistono tormentoni, semi-tormentoni e gli altri tipi di canzoni in tutte le loro nuances. E perché esistono vari tipi di orecchi e sensibilità per percepire queste caratteristiche e variazioni nel tempo. Magia della musica. 

Prima di lasciarvi (e di, come dicevamo, tornare da voi dans la journée, sicuramente), vogliamo solo aggiungere le belle parole del cantautore (lo diciamo per i lettori francesi) Samuele Bersani mentre ricorda un altro, immenso, cantautore: Lucio Dalla (per i cinquant'anni da "4 marzo 1943", data di nascita di Lucio. Lien : morceau à connaître absolument, accompagné ici par des images d'exception). Dalla che Bersani ha incontrato per l'ultima volta proprio all'Ariston. Ed il duetto cover corrispondente col cantante in gara Willie Peyote, che ci è piaciuto molto, sul suo brano "Giudizi universali". Parole importanti, contro odio e violenza («si può star bene senza calpestare il cuore (...) mettiamoci dei pattini per scivolare meglio sopra l'odio»). E parole in cui, mentre "si sogna in pace", l'acquilone può volare da sé...

 

Si prosegue ricordando e sottolineando ora un momento clou, decisamente prezioso. Che ha a che fare con il tema della salute, della malattia - quindi naturalmente in linea con "Cultura & Salute" - ma anche con l'argomento identità, oltre che, più un generale, con quello dell'importanza e dell'utilità artistica ed intellettuale dei teatri. Stiamo parlando ovviamente di Antonella Ferrari. Attrice flamboyante di talento e di bellezza in questo monologo che ci ha spiazzati tutti, anche se Amadeus ha saputo prepararci facendo anche riferimento, appunto, ai teatri che siamo impazienti di poter ritrovare e rivivere. Quella frase (e quel modo di pronunciarla) «Io non sono la sclerosi multipla, sono Antonella Ferrari», che ci ha colpito en direct, è stata più volte ripresa dalla stampa (e molto bene dal "Corriere della sera", che propone il video di 1mn, mentre qui c'è il clic per quello integrale, Rai, di 5 mn). Attraverso la sua storia e la sua identità, condivisa ad alta voce con tutta l'energia necessaria, tutto un mondo difficile, a cominciare dall'annuncio della diagnosi per finire con un sentimento di sé timidamente riscoperto ma che immadiatamente diventa forza e perfino nuova linfa: in fondo, basta sapere, nominare il male - quale esso sia - per metterlo psicologicamente a tacere, davanti alla propria personalità e a quell'irrefrenabile voglia di andare avanti. En même temps, come dicevamo, anche questo è il buon teatro (il nostro aggettivo proviene da un dinstinguo ahimé molto sentito, soprattutto dalle nostre parti).
Un teatro capace di trasformare, grazie alla scena (e qui a un pubblico che non c'è: complimenti davvero!) un dramma personale in una grande sfida; e, soprattutto, capace di trasformare dramma e scommessa in una vittoria dal senso pienamente collettivo. Insomma, un vero messaggio di fiducia e speranza. Oltre che di coraggio, in un mondo dove la ricerca della normalità et plus regnano sovrane, e soprattutto in cui la vera inclusione deve ancora avvenire (al di là del progresso nelle coscienze). Antonella Ferrari, che ha incontrato il Presidente Mattarella per la giornata internazionale delle donne, ha parlato di ossigeno (come noi...) riguardo ai teatri e a quel lavoro di attrice fermo da così tanto tempo. E noi parliamo di ossigeno dinnanzi a regali artistici così autentici, pieni e generosi. Fra tante canzoni (anche bellissime), quindi, merci pour ce moment.


Antonella ferrariA ferrari e mattarella


Volendo tornare alla canzone, e aspettando di vedere come annunciato, l'esibizione di Mahmood sul palcoscenico unico del teatro Ariston, perché non rivivere le emozioni regalateci dalla star... reduce dal Golden Globe made in USA? Come? Sapete già tutto sulla prima cantante italiana che, per un brano anch'esso tutto italiano, ha saputo conquistare ai massimi livelli il cuore dell'America? Beh, oltre la voce "internazionale-ma-di-Solarolo" che ben conosciamo rimarrà il simpatico trio Fiore-Laura-Ama (Fiore alla "batteria", Laura per la voce, Ama spassoso come "ballerino cadenzato") per una nuova "This is the rythm of the night", che se la batte con l'originale... Ah, bene: visto che abbiamo nominato Mahmood, avete ripensato a Diodato (musica e stili diversi, pari talento, lo ribadiamo, al di là delle vostre preferenze). Giusto: riviviamo le emozioni che ci regala un brano come "Fai rumore", ma prima spieghiamo un po' agli amici francesi non ancora au courant : avec "Fais du bruit", vainqueur de Sanremo 2020, Diodato a proposé - et reproposé en tant qu'invité lors de la soirée d'ouverture de ce Festival - une chanson sentimentale de type intimiste. Où l'on se demande à quel point la voix de l'autre, et même en général, ses vibrations, peuvent nous manquer, même lorsque l'on croit que l'on peut - voire que l'on veut - s'en passer. Mais le plus grand succès de Diodato (avec "Che vita meravigliosa"), qui a été couronné par un nombre impressionnant de prix, a aussi une acception sociale: le jeune chanteur-compositeur invite à faire du bruit, à s'indigner face à la montée du chômage, en pensant en particulier aux usines Ilva de Taranto (acier). Encore un sens à sa chanson... pendant la pandémie: le bruit devient le vrai protagoniste du morceau, faisant tout à coup référence aux sonorités de la vie, même les plus cahotiques, recherchées et chéries face au silence imposé auquel nous condamne cette situation.
All'Ariston, prima di riproporci questo pezzo "da pelle d'oca", Diodato ha ricordato ad Amadeus le sue, di emozioni, quando in occasione di Europe Shine a Light 2020 (un Eurofestival in fondo più bello... senza gara), aveva proposto la sua struggente e suggestiva esibizione in un'arena di Verona assolutamente vuota. Ce lo ricordiamo molto bene. Per questo ecco a voi, lettori francesi inclusi, questa versione, così speciale per voce e partecipazione emotiva di Antonio Diodato o (Antoniò) Diodatò.



A farci venire la pelle d'oca durante questo Festival, ci hanno pensato anche tre colonne o monumenti della canzone italiana, che invitiamo ben volentieri per finire in bellezza questa nostra pagina-Festivàl (con l'accento francese, cette fois). Ma che bello davvero vedere artisti del calibro di Gigliola Cinquetti (+...), Fausto Leali (+...), e Marcella Bella (+... souvenir!) farsi compagnia e soprattutto tenere compagnia ai loro giovani colleghi, con una verve eccezionale, dietro le quinte... e non solo. Visto che, ça y est, si sono esibiti - oltre che riguardati e giudicati il pomeriggio, con un sorriso divertito - pour notre plus grand plaisir. Sappiamo quanto molti amici francesi conoscano già alcuni di questi successi, e comunque quanto vogliano conoscerli meglio!

 

Sanremo 2021 cinquetti leali e marcella bella

 

Pagina seguente tra non molto: mi raccomando (come si dice), continuate a seguire "Cultura & Salute", perché torneremo su altri grandi ospiti; e vi parleremo dei prossimi protagonisti, cantanti e invités, che ci stanno a cuore. 
 


In questo sabato di lock-down qui a Nizza, continuiamo a scrivere - e a scrivervi - immaginando di essere a Sanremo. Mentre il Festival volge già al suo termine, in realtà ci sembra davvero di essere nella città dei fiori e delle canzoni. Forse semplicemente perché "Sanremo è sanremo", comme on dit, e perché il Festival merita di essere seguito (e anche tenuto d'occh'io, nelle sue piccole e grandi follie...!). O forse ci sentiamo più coinvolti perché ci seguite, da quel che ci risulta, con una certa regolarità, da Nizza, Parigi, Lione, Amiens, Milano, Napoli: du nord au sud, merci à vous !
Poco prima di rimetterci al lavoro (perché il nostro è anche un lavoro, in senso lato ma pieno), abbiamo pensato ad una "certa" Mariella Nava: ma che fine ha fatto questa semplice, modesta eppur grandissima cantautrice, che potevamo rivedere nelle interviste pomeridiane degli ultimi Festival? Web ricerca oblige, l'abbiamo "incontrata" in occasione di questo Festival, di un "salottino" in compagnia, fra l'altro, del cantautore, bravissimo quanto discreto, Michele Pecora. È stato un piacere seguire le loro pre-impressioni, registrate prima dell'avvio di questo Festival pas comme les autres.

 

Mariella Nava

La Nava (link per gli amici francesi, on retrouvera cette grande artiste dans nos "balades"), come e più di noi tutti, era curiosissima di vedere cosa sarebbe significato un Sanremo senza pubblico, laddove, diceva, gli artisti hanno bisogno delle coccole delle platea (al di là degli indipensabili protocolli). Beh, a questo punto possiamo dire che la conduzione non è affatto sembrata affetta ("affatto affetta"... sorry) dalla sindrome delle poltrone vuote. Né, del resto, abbiamo visto nessun cantante perso o solo in parte scombussolato. Due le spiegazioni possibili (e forse di più): i finti applausi delle registrazioni, anzitutto. Applausi d'emblée "presentati" da Amadeus, e che ci hanno fatto molto sorridere. Per fortuna che non erano applausi alla "drive in", ultra sonori e misti a altrettanto sonore risate, da intercalare a più non posso, anche e soprattutto quando non c'è proprio niente da ridere. Altra infallibile roue de secours: l'orchestra. «Grazie di esistere»: è un po' quello che tutti i protagonisti della "grande macchina" festivaliera (anche snellita in tempi di Covid) hanno sicuramente detto e pensato... La grande, magnifica orchestra della Rai, nonostante "applausi" e complimenti, secondo noi sempre un po' sacrificata e nascosta nelle "buche" del palco, seppur guadagnate sullo spazio platea quest'anno. Non a caso, per compensare - ma sì, sarà invece un caso - una brava e bella direttrice d'orchestra (sì sì, conosciuta anche per la sua partecipazione ad una giuria musicale oltre che per il suo sguardo sensuale-assassino in quello spot per lo shampoo) si è trasformata in scintillante (e sempre spigliata) conduttrice televisiva.

E dopo quest'entrée en matière, spazio alla serata di ieri (ma anche dell'altro ieri, visto che dovevamo dirvi ancora qualcosetta). Cercando però di sintetizzare. E allora proviamoci usando i trattini, che piacciono molto ai francesi e che gli italiani gradiscono abbastanza, magari anche quando un trattino = più punti connessi...:

- Dobbiamo ammetterlo (ma anche questo capita, eccome se capita, a Sanremo): il brano di Arisa è un bel brano, anche se non abbiamo ancora capito se siamo agli stessi livelli dei suoi precedenti. Comunque, con lei ci voleva più di un ascolto, almeno nel caso nostro. E comunque, non abbiamo mai fatto il tifo solo per le canzoni-tormentone o comunque di facile presa. Il faut de tout... Anche l'interpretazione, almeno quella su cui ci siamo maggiormente concentrati, era d'effetto. Una donna che osa dire al suo compagno che le cose proprio non vanno. Prima che sia spesso troppo tardi, avere la forza di liberarsi dalle relazioni tossiche. Anche e sorattutto se durano da troppo tempo, e magari anche se necessario cercare sostegno (aggiungiamo che le ritorsioni in questo campo non mancano). Bisogna pur dirlo e cantarlo, soprattutto se pensiamo (anche se questo non è il primo dato, bien sûr) che a scrivere il pezzo il cantautore napoletano Gigi D'alessio. Che era anche ospite ieri, facendo, vedi link, una "una bella figura assai"!... "Cultura & Salute" aggiunge questo link non canoro (motivé) per il brano di Arisa, link-articolo che, in basso, annuncia tre grandissimi ospiti nostrani, attesi per la finale di questa sera: Riccardo Fogli, Michele Zarrillo e Paolo Vallesi, su cui torneremo tranquillement, anche per i nostri amici francesi, cui intanto proponiamo dei link-scheda e già un po' di più (écoutez "Cinque giorni" pour commencer, on reviendra sur ces noms (et leurs célèbres morceaux)... des chanteurs que l'on attend ce soir à l'Ariston).

- Ripensando alla napoletanità di Gigi D'Alessio, abbiamo gradito molto, come voi sicuramente, l'omaggio a Renato Carosone da parte di Enzo Avitabile, ed i suoi gorgheggi post-esibizione, su simpatica sollecitazione. Nos amis français apprécieront ce lien et toute la richesse de ces sonorités.

- C'è qualcuno che non ci è sempre sembrato proprio ispirato, per riprendere le parole di un noto quotidiano, su cui ci soffermiamo tra un attimo. Certo, la sua nuova versione di "Grazie dei fior" è stata divertente (e non solo quello), ma poi (pensiamo a ieri sera), che s'ha da fa pe' campà!!! È chiaro che "colui che sapete" si è dato tanto, e forse anche più di tutti in termini di energia fisica e di dispendio teatrale... ma per l'appunto, a nostro umile avviso talento e artistica spensieratezza non dovrebbero autorizzare ad oltrepassare certi limiti (detto con la massima stima e vicinanza e considerando una serie di parametri). Ceci dit, ecco la pagina, con tanto di video, del "Sole 24 ore", con l'articolo di Francesco Prisco, che vi può interessare. Non ci soffermiamo troppo sulla lunga lezione della giornalista Barbara Palombelli. Parlare di rivolta e di affermazione delle donne è anch'essa "cosa buona e giusta" (in generale, siamo mille volte a favore dei discorsi sanremesi sensati e soprattutto importanti per la società, e che altri definiscono prediche). Ma non siamo sicuri che questo sia il momento giusto per sottolineare, seppur con la miglior fede del mondo, l'opportunità di trasgredire. Quando uomini e donne, ora più che mai, sono nella stessa drammatica situazione.

- Rosario Fiorello ci è piaciuto (anche) quando non ha esitato a lanciare un appello al vaccino per tutti, il prima possibile. Scegliendo di partire, da buon padre di famiglia, da quel che vivono in questo momento gli adolescenti a casa.

- A livello di canzoni e di classifica, per le nuove proposte, prenderemo il tempo di conoscere Gaudiano (pieno di lacrime più che di gaudio). Un brano molto accattivante per la musica... ma la «polvere da sparo», anche da usare contro sé stessi non è proprio il massimo, anche quando si vuole, come sempre, metaforica...

- Nemmeno la pubblicità festivaliera per le crociere è il massimo, tanto più per un vero e proprio giro del mondo in 365 giorni e in tempi di Mediterraneo sempre nero, oltre che di Covid per tutti, in tutto il mondo. Guardare e seguire un Festival da casa è già qualcosa di importante per cercare di riacquisire un po' di speranza e gioia di vivere, ma nel rispetto di chi è in piena sofferenza. Peccato (davvero!) per la realizzazione, per quella scenetta così carina nel ristorante e sul ponte della nave: Amadeus, come conduttore e come marito, ha bisogno di una vacanza. Certo, ci crediamo. Tutti prima o poi abbiamo bisogno di vacanze, ma quali e quando? Che guastafeste siamo, proprio ora che, d'altra parte, l'economia tutta deve ripartire... pardon!!

- Ma torniamo a quel che il Festival ha di più caro, e cioè la musica, quella buona, vera, che merita il "salto internazionale" (o anche quella più discreta ma efficace, ascoltata tous les jours). Includiamo la musica di qualità che non varca i limiti nazionali, e che resta importante tanto da tenercela ben stretta. Chissà intanto se Ermal riuscirà a mantenere la première place... in quel caso sarebbe ancora vincitore. "Two is megl.. che one"!. E chissà se la "Musica leggera" di Colapesce e Di Martino, preferita dalla Sala Stampa (ci avevamo visto giusto!), riuscirà ad ottenere un piazzamento generale ancor migliore? A noi sono piaciuti anche Gaia, col suo orecchiabile "cuore amaro", la calda interpretazione di una rinnovata Noemi, una brava ed originale Rappresentante di lista (!), oltre che Willy il Coyote. Ma no, scusate, non si chiama proprio così: si scherza ma appena! Lo hanno detto che i nomi quest'anno sono un po' strani... e poi ci siamo accorti che, non a caso, un suo album è intitolato proprio al famoso Coyote, il vincente che precipita, oltre che al rapidissimo Beep Beep! Willie Peyote dicevamo, dalla vena rock e hip pop; che ha cantato con Samuele Bersani giovedì, e che in effetti ha un testo interessante, una buona musica oltre che una bella interpretazione. On réécoutera ce soir, maison peut aussi ajouter son lien  :)
 

Willy il coyote



- Musica e spettacolo (o piuttosto "scena pensata e naturale"). Ci è piaciuto l'intervento di Alessia Amoroso e Matilde Gioli (actrice qui fait partie de l'équipe de la célèbre fiction médicale "Doc", adoptée par TF1). Cosa "molto buona e giusta" farsi portavoce della situazione dei lavoratori dello spettacolo. Vista una situazione al rosso, il loro intervento, insieme a quello dei partecipanti, è stato forte ma anche ponderato, apprezzabile anche per la sua poesia. Il brano di Ivano Fossati, "Una notte in Italia", cui rinviamo anche nella sua splendida versione originale, è stata un'ottima scelta.


Alessandra amoroso sanremo     Matilde gioli


- Ancora tre ripassi, s'il vous plaît. Due musicali e l'altro spettacolare nel senso più carino del termine.
A livello di musica: ieri abbiamo apprezzato il trio de "Il Volo", nel loro magnifico omaggio a Ennio Morricone. Sono ragazzi che continuano a stupirci per la loro semplicità (e il loro coraggio: non cantano davanti a tutti i presidenti del mondo...) ed il loro grande talento. Li ritroveremo senz'altro nelle nostre "balades musicales", anche perché da poco abbiamo trovato qualcosa di bello. Altro ospite importante: Mahmood, che ha proposto anche un bel pot-pourri dei suoi successi (tra cui "Soldi", autobiografico oltre che contro ogni ipocrisia, e falso «come va come va come va»...).

- A livello di spettacolo: che bel momento quello, fatto di soli 2 minuti, di garbo, gentilezza e storia grazie all'ospite attrice teatrale Valeria Fabrizi, che è stata moglie del componente "bello" (o "carino"?) del famoso gruppo del Quartetto Cetra. E che ha pensato a portar con sé e a mostrare un libricino anni '50 che... è tutto un programma. L'actrice de théâtre et de fiction télé, unanimement appréciée, a montré le livret qui était distribué à l'Ariston dans les premières années du Festival. Comme cela se faisait et se fait à l'opéra, les spectateurs pouvaient immédiatement disposer des paroles de toutes les chansons, illustrées par les photos des chanteurs. Dans cet extrait Rai qui commence en chantonnant un très beau morceau (à découvrir), Valeria Fabrizi indique à Amadeus la page où figure son mari (qui ressemble à Fred Astaire, reconnaît-elle ici, et qui faisait partie du groupe mythique Quartetto Cetra), et la chanson correspondante qu'il avait lui même composée, "I gattini", "Les chatons".


Libretto del festival di sanremo 1951



Et voilà... ora, il gran finale!
Grazie-merci, per la vostra attenzione (désolée per la lunghezza della pagina!) e, come sempre, a presto. Ciao-ciao.

...Ora potete girare pagina...

 

 

La finale sta finendo... Fiorello ha appena ricevuto il premio della città di Sanremo. Una vera sorpresa a quanto pare e traspare... Condurre un Festival, o "solo" co-condurlo, non è certo cosa facile. Come avrete capito, siamo un po' selettivi sul servizio pubblico di divertimento offerto dal super uomo del karaoke e molto di più, dall'entusiasmo contagioso. Carino per esempio il discorso sui cigni da osservare e distinguere nei balletti... In questo momento i "Cosa Cosi"... no "i pummatosi", ehm scusate a volte non si memorizza e si fa prima così (solo che loro non hanno nessun album intitolato così)... Sul finale, hanno anche previsto un anello che si infiamma e che è tutto un programma (rima a parte).

Si continua: dopo la mise au point di un certo Achille Lauro (vi dice qualcosa?) ora in veste di copresentatore - ci voleva anche il suo riferimento alla libertà perduta, per carità - è la volta dello Stato sociale. Canzone sempre più che bella e nello stile del gruppo, con travestimenti questa volta più marcati. Allo Stato sociale, segue un nuovo interprete - non possiamo memorizzarli tutti! - con giacca argentata tempestata da mille coriandoli.

Avendo poi, per un attimo, tolto l'audio, non avevamo riconosciuto Max Gazzè, che sembrava la brutta copia (così vestito, ovviamente), di Paolo Jannacci. Ma come abbiam fatto, al di là del nostro Big, a non riconoscere superman (proprio lui che rimane il nostro super eroe preferito)?

Ma torniamo all'essentiel... ora che la pubblicità cade a fagiuolo (che bei dittonghi). Opportuno lo scambio tra Amadeus e la nostra giornalista Giovanna Botteri che, con certa enfasi (visto che non tutti, forse, hanno davvero ben presenti i rischi del "momento") ha ripercorso con coraggio la vicenda di Wuhan, triste dramma che da così lontano è giunto direttamente  da noi, solo venti giorni dopo. Effettivamente, chi lo avrebbe mai detto? 

Tornando alla musica che ci aiuta (detto sul serio naturalmente, anche se ora sono innumerevoli "i casi" nel mondo), mentre vediamo cantare Fantasma Fasma, seguito da Aiello (no, non Maurizio Aiello), ripensiamo al bellissimo duetto tra Ornella Vanoni (voir aussi ce lien de 1982) e Francesco Gabbani al pianoforte, su brani indimenticabili de lei, come "Un sorriso dentro al pianto"...


Gabbani e vanoni finale sanremo

 

E ricordiamo già anche, un peu, Umberto Tozzi con la sua carrellata di successi, tra cui "Ti amo" bien sûr, che tanto piace in Francia et partout... E che però noi postponiamo con coraggio a "Gloria" e ancor più  a "Tu", di cui, qui, [di cui=dont; qui=ici] abbiamo il piacere di proporvi qui questa preziosa versione italofrancese, cantata con Céréna...

Altro bel momento: ci ha fatto molto piacere vedere la "splendida splendente" Serena Rossi, attrice napoletana cara al grande pubblico oltre che conduttrice di successo verace e pluricapace, di cui vi parleremo nelle nostre brevi :)
 

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Classifica quasi definitiva appena comunicata (prima stesura di questa pagina), sempre secondo il classico regolamento "pourquoi faire simple quand on peut faire compliqué (in realtà normalmente si tratta solo per la Rai di fondere giustamente i vari tipi di fruitori di musica, comme on dit).

Poi i premi speciali: premio della critica Mia Martini a Willie Peyote, in linea con quel che si poteva dunque intravedere o vedere (c'est selon, visto che le belle parole su una società in crisi, con "la musica da ascoltare su Spotify", sono cantate molto velocemente). Come indicato, il premio sala stampa dei giornalisti va a Colapesce e Di Martino (link collettivo per i vari premi) che, come ricorderete, voi che ascoltate tutti i nostri link musicali (!), hanno anche saputo offrirci un bellissimo brano cantautoriale giovedì. Il premio Sergio Bardotti per il miglior testo va alla diciottenne Madame, sposa di una sera, che forse potrà meglio dar prova di sé nei prossimi anni (a meno che ci sia sfuggito qualcosa). Infine, il premio musicisti non poteva che essere assegnato ad Ermal Meta.

Ed ecco i vincitori, enfin! Terzo posto Ermal Meta (dopo essere stato premiato dai musicisti). Secondi: il tatuatissimo Fedez e Francesca Michelin, che avevamo tanto apprezzato, a Sanremo e all'Eurofestival, in "Nessun grado di separazione" (ici, leur vidéo officielle 2021 "Chiamami per nome", dans un théâtre vide et en travaux). Primo posto: i Maneskin, votati soprattutto dal pubbllico di quei giovani in netta rottura con i codici tradizionali (normali, per così dire) e probabilmente in rottura tout court. Bell'allegria giovanile, bell'effetto "nude look", per il resto, pour nous, c'est "un peu" difficile, pur non essendo di una certa età! 
 

Maneskin


Ed ora, amici, appuntamento con "Cultura e Salute" un po' più in là con la nostra "Sanremo Story", anche recente; justement (appunto) per non dimenticare (ma chi se li dimentica?) musica, parole, canto e interpretazione sempreverdi e/o innovativo-melodici che caratterizzano Sanremo, che distinguono l'Italia anche all'estero ed ai quali siamo inevitabilmente legati; anche perché, discretamente, ci permettono di non incappare in nessun tipo di "demone", vero o finto che sia, e con o senza virgolette... in una società già pesantemente colpita da paure e violenze, al di là di ogni frontiera.

Far esistere il Festival di Sanremo 2021, in generale, è stato forse più un atto di sfida che di coraggio. Ma anche le sfide sono importanti... come ha voluto dirci, proprio questa sera, un certo, simpaticamente ironico, Zlatan Ibrahimovic. E fare di questo Festival il nostro festival, il festival di tutti - di tutti coloro che lo seguono - ora è certamente anche un modo per cercare di far diminuire la paura (non la prudenza né il rispetto delle regole). Facendo astrazione, per quanto ci riguarda, di qualche importante risultato complessivo per la gara!... e di qualche elemento par ci par là, qui gentilmente notato, pensiamo che questa scommessa sia stata vinta, per quell'atmosfera e quello spirito di sempre che i protagonisti e l'équipe Rai, professionalissima, hanno saputo trasmetterci jusqu'au bout, dopo tanta tristezza e monoconcentrazione collettiva sul virus che sappiamo (e di cui si dovrà sempre parlare, naturalmente - varianti comprese - ma tanto quanto dei vaccini... coraggio, i vaccinati aumentano!!). Seguiremo un petit peu anche questa speciale "Domenica in" dal teatro Ariston, dandovi appuntamento prossimamente per qualche bella immagine supplementare (per una piccola "Sanremo gallery" o souvenir) e, più in là, per la "Sanremo Story" di "Cultura & Salute". O per porre l'accento su altre canzoni di riferimento con artisti incontournables, alcuni dei quali già incontrati in queste pagine. Un abbraccio a voi, et à la prochaine à cet endroit donc, pour notre volet n°2 !...

Nous voici revenus... : en page suivante, une première suite pour notre espace Sanremo. Tout en photos et en synthèse. A pagina seguente, alcune foto (di quest'anno e non solo...) scelte per meglio ricordare le "ultime" note e emozioni di Sanremo con i suoi grandi protagonisti. Immagini da condividere con i lettori francesi, bien sûr, aspettando già il prossimo Festival (ma senza alcuna pandemia!!).
 

SANREMO: NOTE & IMMAGINI

 

SANREMO FOTO-MUSIC GALLERY...


 

Sanremo 2021 con microfono e fiori

Il classico CD annuale resiste come può, all'era del web...
mentre si assiste a qualche ritorno dei 45 o 33 giri.

 

Sanremo mix

Malika Ayane, Bugo, Lo Stato Sociale, Orietta Berti, Noemi, Willie Peyote: che bel mix!
 


Amadeus con mascherina e pass a sanremo

Regole sanitarie rispettate al massimo
...e il sorriso di "Ama" dietro la mascherina, davanti al Casinò.

 

Fiorello et matilda de angelis

Fiorello duetta con l'attrice (e qui anche ottima cantante) Matilda De Angelis.

 

Baglioni e

Piccolo flash su Sanremo 2018, con Claudio Baglioni
e la giornalista del TG1 Emma D'Aquino.
 


M zarrillo

Si ritorna a Sanremo 2021 con Michele Zarrillo...
Cliquez sur cette capture pour apprécier "La notte dei pensieri".
 


Eh sì, solo dopo aver ascoltato un vero big come Michele Zarrillo possiamo dirvi "alla prossima e à la prochaine", con un po' di "Sanremo story", e/o con altre canzoni festivaliere... chissà! Pardon... ancora un attimo! Per lasciarci sempre in bellezza, e con altrettanto talento, come non ricordare i ragazzi de "Il Volo" (ovvero Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble) che, peraltro, proprio quest'anno a Sanremo, con "Your Love", hanno omaggiato il Maestro Morricone? Ecco allora, a poco più di un paragrafo di distanza, un'altra foto speciale, anch'essa pronta a trasformarsi in musica, in un batter di clic. E che musica, come ben sapete...

Potremo dunque provare a far ascoltare il romanticissimo brano pop-lirico (molto lirico...) "Grande amore" a chi, tra gli amici francesi, ancora non conoscesse (abbastanza) tale successo internazionale. Se siete italiani, poi - in effetti siamo nell'onglet italien... - potrete sempre riascoltare con noi questa familiarissima canzone vincitrice di Sanremo 2015, magari attraverso un'altra (web)finestra, per poter continuare en même temps il vostro "giretto" sulle altre rubriche di "Cultura & Salute"... Ovvio amici! E comunque, nell'era del marketing e di brani talvolta (e per molti) alquanto "rovinati" da passaggi radio ultrafrequenti (!) sembra difficile stancarsi da questo nostrano trio di voci e da certe suggestive atmosfere. Fermo restando che, banalmente quanto seriamente, ci sembra davvero che anche canzoni stupende possano forse reggere al "molto", ma mai al "troppo". Autrement dit, è sempre bene, se necessario, "dimenticarle", per poi ritrovare tutto il piacere di riscoprirle au bon moment (e senza attenzione esclusiva a "new entry" e nuove uscite).

Ciò detto, perché non ricordare, in un link, anche la versione spagnola di questo brano? La version espagnole de "Grande amore" est tout aussi brillamment portée que l'originale par nos trois puissantes voix italiennes, aux timbres fort reconnaissables. Une version qui "coule de source", en restant remarquable ! Ci farete sapere: quelle langue et quelles paroles allez-vous plutôt retenir (toujours sur fond d'Italie) ?... 


Il volo

Comme indiqué, clic sur cette photo de "Il Volo"
...pour la version originale de "Grande amore" :)




Premio sanremo

                                                                                                                                        

MILVA: RICORDI

IL NOSTRO SALUTO A MILVA

 

Questo 23 aprile, a Milano e all'età di 81 anni, Milva (vero nome Maria Ilva Biolcati) ha chiuso gli occhi définitivement (e chissà che in un celeste altrove, per un'artista come lei, non possano riaprirsi..). Prima di soffermarci su qualche elemento storico del nostro Festival, in occasione dei suoi settant'anni di musica, parola e spettacolo - traguardo appena festeggiato nel 2020 e sempre debitamente ricordato -, non possiamo non dedicare uno spazio all'intensa, e più che storica interprete dalla fulgida chioma, che ha partecipato a Sanremo ben quindici volte - record condiviso con Peppino Di Capri, Toto Cutugno ed Al bano - ottenendo due secondi posti e quattro secondi posti in classifica (e ironizzando volentieri sul mancato primo posto...).

Dopo la sua partecipazione al Festival di Sanremo 1962, Bruno Coquatrix, storico patron dell'Olympia di Parigi, la chiama per un eccezionale debutto oltralpe. Verso la metà del decennio Milva si cimenta in un repertorio più ricercato, anche attraverso l'LP "Canti della libertà" (1965), dove incide la prima versione di "Bella ciao", una delle sue più celebri interpretazioni. In origine, questo universalissimo inno alla Resistenza antifascista è infatti, ricordiamolo, lo sfogo liberatorio delle mondine, che "il capo" indifferente ed "in piedi col suo bastone", osserva faticare e rompersi la schiena nelle umide risaie. Ed è in questa versione originale che "Bella ciao" sarà brillantemente proposta da Milva a "Canzonissima" '71. Vedasi precedente link: il "Corriere della sera" presenta il video proprio nel recentissimo giorno della festa nazionale italiana (25 aprile o anniversario della liberazione... precisione rivolta a quei giovani lettori francesi eventualmente "capitati" in queste  nostre pagine "IT.").

Occorre soprattutto sottolineare che, in questi anni canterini, Milva si avvicina anche alla recitazione, e lavora con Gino Bramieri e David Riondino, per poi passare a Giorgio Strehler, figura di riferimento per colei che presto diventerà una delle più importanti attrici italiane, specializzate nel repertorio brechtiano. Ennio Morricone collabora all'incisione dei suoi album, e le rende omaggio dedicandole un suo intero LP.
Di comune accordo con la sua casa discografica, la Ricordi, Milva coniuga lavori di grande spessore (registrazioni da opere teatrali) a produzioni canore più popolari con l'impegno, preso sin dalla fine delgli anni sessanta, di partecipare annualmente al Festival di Sanremo.

Milva - capace di cantare e di recitare in ben nove lingue! - ha dunque sperimentato con passione e successo l'affascinante mix tra musica e teatro. Ma non solo: si deve aggiungere la poesia e... la Grecia. Le canzoni dell'album "La mia età", uscito nel 1979, sono scritte dal compositore greco Mikis Theodorakis e delle prestigiose firme di poeti greci tra i più importanti del '900 come Giorgos Seferis, Premio Nobel per la letteratura nel 1963, Tasos Livaditis, poeta greco di altamente impegnato e considerato tra i più eccezionali della sua generazione, Manos Eleutheriou e Iakovos Kambanellis.

In testa ai brani maggiormente significativi di Milva, c'è sicuramente "Milord", e vi proponiamo questa versione con accompagnamento al piano del "milord" Georges Moustaki :)
Un classico inciso per la prima volta nel 1960 e..., come i nostri amici francesi ben sanno, tratto dal repertorio di Edith Piaf. Repertorio al quale la cantente dedicata un intero LP, con le sue canzoni tradotte in lingua italiana. Seguono numerosi trionfi all'Olympia di Parigi.

Dal 1973 al 1980, Milva realizza molte tournée internazionali, che la portano al grande successo discografico in Francia e soprattutto in Germania, dove vince numerosi dischi di platino, grazie anche all'incisione di molti suoi lavori in lingua tedesca.

L'ultima partecipazione di Milva al festival sanremese avviene nel 2007, con la canzone "The Show Must Go" On di Giorgio Faletti. 

Sempre nell'ambito del Festival di Sanremo 2018, le è assegnato il "Premio alla carriera", ritirato dalla figlia Martina Corgnati (regista, produttrice, storica dell'arte).

Il 16 luglio 2019, in occasione dei suoi 80 anni, "la Rossa" o la Pantera di Goro1 della canzone italiana, purtroppo affetta da diverso tempo da patologie neurologiche2, rilascia la sua ultima intervista al Corriere della Sera, in cui racconta le proprie giornate nella sua casa milanese di Via Serbelloni, insieme alla figlia Martina e dalla sua fidata assistente.


Wikisintesi e non solo ;)

 

1. L’artista era nota con il soprannome “La Pantera di Goro” perché, originaria del comune ferrarese di Goro, faceva parte del quartetto delle grandi voci femminili italiane degli anni Sessanta e Settanta insieme a Mina, soprannominata la Tigre di Cremona (e alla quale veniva volentieri paragonata), Iva Zanicchi, l’Aquila di Ligonchio, e Orietta Berti, l’Usignolo di Cavriago.

2. Nel 2010 la cantante ha raccontato di soffrire di una serie di patologie (“qualche sbalzo di pressione, una sciatalgia a volte assai dolorosa, qualche affanno metabolico“) e di aver anche perso la memoria dopo un ricovero. “Sono uscita dalla clinica che ho recuperato tutto, ma ho messo a dura prova la mia salute anche a causa della carriera“, aveva aggiunto (notizie.it).

 


Milva chi era

Clic sul volto di Milva per vedere il servizio-omaggio del TG1

 

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ANSA - Il loro saluto artistico a Milva:


 

Ricchi e poveri

 

 

 

Ricchi e Poveri: «Ci siamo ritrovati sugli stessi palchi in giro per il mondo, dalla Russia alla Germania. E' stata una grande artista con una personalità carismatica».


Claudio baglioni

 

 

Claudio Baglioni: «È stata un'interprete straordinaria e unica. La sua voce ha dato forma e volo a musiche e parole, le più diverse, tra teatro e canzone, con una passione e una bravura assolute».


Orietta berti


Orietta Berti: «L'ho sempre stimata come una voce bellissima, una bella donna di grande presenza e soprattutto per aver portato nel mondo la canzone italiana».


Baudo


Pippo Baudo: «Proveniva da una famiglia di origini modeste (...). Per anni ha inondato il palcoscenico con la sua intrigante presenza. Milva... eleganza, classe, voce straordinaria. Quanti ricordi ma anche una punta di nostalgia perché, siamo sinceri: in Italia, nonostante notorietà e onorificenze, avrebbe meritato di più, il suo talento è stato apprezzato prima e di più all'estero». 

 



E SE PARLASSIMO DI MEMO REMIGI?

 

M remigi al pianoforte

AUGURI A MEMO REMIGI, ANCHE DA "CULTURA & SALUTE" :)


Compirà la bellezza di ottantatre anni fra non molto, il 27 maggio, ed i festeggiamenti, naturalmente, sono previsti (anche) negli studi de "Oggi è un altro giorno", da Serena Bortone. Ma, naturalmente, non è "solamente" per questo bel motivo che abbiamo voglia di parlarvi di lui. Prima di tutto, Memo Remigi entra a pieno titolo in questo nostro spazio, anche perché si ha l'impressione che abbia partecipato al Festival per ben più di tre edizioni: il suo talento di cantante ed autore (anche per altri artisti), il suo modo garbatissimo di porgere voce ed emozioni, la bellezza piena delle sue canzoni non hanno nulla da temere dinnanzi allo scorrere del tempo.

Peraltro, abbiamo tuttora il piacere di seguire Memo Remigi come cantante-pianista-ospite fisso nella trasmissione appena indicata (citiamo anche la satirica "Propaganda Live", su La7... begli impegni!). E, davvero, nonostante... ehm, una sua certa "simpatia" politica (forse più "umana"?!) ed oltre la proverbiale bravura, ci ha colpito la sua energia, e soprattutto la sua umanità: la grande gentilezza, il dolce sorriso, quel buonumore che sicuramente stupisce lui per primo. Sua moglie è infatti venuta a mancare lo scorso gennaio, e nelle prime puntate il dolore era ben visibile. Certamente, si tratta di perdite tremende, ma è stato bello notare quest'evoluzione nel porsi verso la telecamera e verso gli altri; grazie ad un pianoforte, una bellissima voce, e a grandi capacità interpretative...

Per "Sorrisi e Canzoni TV", colui che ama ricordare la sua amicizia con il celeberrimo Fred Bongusto (e che in TV abbiamo visto, giustamente e platonicamente innamorato dell'ospite speciale Catherine Spaak!), si dimostra anche ironico, o meglio divertito e sorridente al punto giusto, nel ripercorrere i momenti importanti della sua carriera. In trasmissione, poi, ha dichiarato apertamente, quasi ridendo, che la prima dose di vaccino lo ha aiutato molto a ringiovanire... Il poliedrico Memo Remigi dal percorso marcatamente segnato dalla TV privata (anche sentimentalmente, cf. la sua giovanile relazione con Barbara D'Urso), già bravo e simpatico, sembra essersi ancora, per così dire, "migliorato" (al di là dei suoi inevitabili "souvenirs" con un certo "grand patron"...). È questa, almeno, l'impressione che abbiamo, dal nostro punto di vista generazionale diverso, che impone di provare a farsi esternamente-ma-non-troppo (anche grazie ai nuovi mezzi di comunicazione) un'idea del personaggio e dell'uomo. Considerando comunque sempre la sua musica - di stampo tradizionale quanto moderno -, più che familiare e sempre benefica ("Cultura & buona Musica sono già Salute!"...).

Forse oggi ancor più semplice ed affabile, ad ogni modo Memo Remigi ha d'emblée cercato di non essere "solo" un cantante: come ha confidato in parole povere ed efficaci, quando non cantava suonava, quando non suonava scriveva canzoni per altri; e quando non scriveva, conduceva. Anche conduttore, quindi, per chi non ne fosse al corrente. Non si può sapere tutto... ma possiamo sempre avere il piacere di scoprire molto (chissà che, in occasione del suo compleanno, "Teche Teche" non gli dedichi un'intera puntata, con spezzoni che siamo curiosi di vedere!). Infatti su wikipedia leggiamo che Mimo Remigi «è conduttore di programmi televisivi su emittenti private prima di passare a programmi per la Rai [bene, anche Rai...], tra i quali "Qualcosa da dire" e "Con rabbia e con amore", durante i quali introduce i cantautori di quel periodo e interagisce con loro. Ma non è finita qui: di quel periodo, è da sottolineare il suo grande successo in diciotto puntate dal titolo "A modo mio" nel quale Remigi ha come ospite protagonista per ogni puntata una star dello spettacolo: Lea Massari, Sandra Milo, Rosanna Schiaffino, Loretta Goggi, Claudia Mori e molte altre, fra cui... proprio Catherine Spaak :)

Ricapitolando in musica, quando è arrivato il successo? Nel 1965, con "Innamorati a Milano" (buon viaggio a Milano con Ornella Vanoni!), di Alberto Testa (parole) ed Emidio Remigi (musica), secondo il suo vero nome, di origine greca, e che significa "semidio"! Brano che nel 1974 ritroviamo nell'album-raccolta "M come Milano", e diventato un classico grazie alle orchestre che hanno cominciato a suonarlo, ed ai jazzisti conquistati dal suo bel giro armonico. Un anno dopo, è stata la volta dell'altro suo brano più famoso, anzi, intramontabile (è davvero tra i nostri pezzi preferiti sin dalla nostra infanzia!): "Io ti darò di più" (perfettamente interpretata qui "in proprio", su clip romantico, sensualità della copertina a parte, che non lo riguarda direttamente...).
Questo brano mitico nella sua semplicità espressiva - e che è tutt'ora uno dei cavalli di battaglia di Orietta Berti - era nato, in origine, per Ornella Vanoni... E dunque noi, a sorpresa, vi vogliamo... dare di più. Facendovi apprezzare (a voi come ai nostri cugini d'oltralpe) un duetto mai esistito: proprio quello tra l'usignolo di Cavriago o capinera dell'Emilia e la Cantante della Mala o Signora della musica italiana... Cliccare e ascoltare, per un effetto assicurato (effetto +++...) !

Voilà. Prima di lasciarvi (e di occuparci, per queste prossime pagine, di una notizia che ci ha appena sconvolto...) e proprio perché, come dicevamo, stiamo davvero parlando di una canzone unica, ecco a voi, in questa speciale versione sin fronteras, tutto lo charme ispano-veneziano  - con, in più, un po' di candeur anni '80 - di un brano (di cui vi invitiamo a scoprire le varie incisioni nel tempo) che sempre regala las mismas emociones...
Rinnoviamo anzitutto i nostri mille auguri al modesto Memo Remigi, ringraziandolo per il suo spirito di grande apertura artistica, nonché per tutta la magia di queste sue note (e delle altre); e prepariamoci dunque ad ascoltare questa "Io ti darò di più", sublimata dal dolce accento di Janet Kapuya. Per sognare ancora un po'...


 

 


FRANCO BATTIATO:
UN'OTTIMA "CURA" MUSICALE


 

Franco battiato


 

Una recente scomparsa è anche un ennesimo schiaffo per la penisola, che si verifica più che mai ogni volta che è un grande artista a "volare via", col suo talento, la sua sensibilità fuori dagli schemi ed il suo sguardo così felicemente distaccato sulle cose. Abbiamo ripercorso in vari modi il complesso itinerario artistico ed esistenziale del "genio" musicale Battiato [wiki-lien découverte en "FR."], da poco definito in TV da Vladimir Luxuria come il Leonardo Da Vinci della musica, appunto. "Ambientazioni sonore" e mix di strumenti ed acompagnamenti di altissimo livello, che "catturano" immediatamente.
Francesco il suo nome di battesimo, sintetizzato poi in Franco su suggerimento di Francesco Guccini, (anche?) per evitare confusioni. Non avendo avuto modo di "frequentarlo" a fondo (al di là della conoscenza dei suoi più grandi successi, bien sûr), abbiamo fatto appello ai siti più ovvi e tradizionali, a qualche filmato e reportage TV, a pagine web più intime, piene di aneddoti e souvenirs... Dopo aver apprezzato anche dei récapitulatifs di carattere generale e un po' "specialistico", abbiamo seguito alcune interviste o incontri significativi per farci un'idea più chiara di una personalità originale, contemplativa e sempre un po' nascosta.

Risultato: la densità di un percorso e di una ricerca dagli orizzonti orientali (senza misticismi, come Battiato stesso ha tenuto a precisare, ma con approdi spirituali alquanto pronunciati) ci porta qui a voler tentare una difficile sintesi. Per capire cosa, nel nostro piccolo, ci sentiamo di ricordare, di mettere avanti, e forse anche un po' di "confidare". Prima del (dei!) dulcis in fundo, osiamo appunto una "parentesi", prima di tutto nel rispetto del Battiato-persona oltre che compositore, autore e cantante. Paragrafo che sicuramente ci vede, a nostra volta e qui nostro malgrado, un po' anticonformisti. 

Ecco, appunto: si deve leggere solo come una mossa di "anticonformismo" non proprio bien placé (per nulla consone al contesto e per nulla consone... tout court) l'intervento a Bruxelles dell'assessore al Turismo per la Regione Sicilia Franco Battiato ? Colui che, in musica, ha sempre saputo scegliere con cura le parole, le belle parole nel senso delle parole più adatte, provenienti da filosofici sodalizi artistici o alte citazioni, sembra proprio non aver indovinato né parole né frasi per descrivere le défaillances del parlamento italiano dinnanzi ai parlamentari europei... 

Anche col senno del poi, stando ai chiarimenti da Lilli Gruber su La7, per Battiato era tutto  a posto: avrebbe quindi subito solo fraintendimenti, e conseguenze. A cominciare dalla pronta destituzione dalla sua carica politica. Che ha impedito di portare a termine progetti certamente nobili o utili... Il fatto è che, a volte con o senza bisogno di essere fraintesi, « le parole, sono parole », per dirla con le celebri note del nostro capitolo precedente. E, purtroppo, le perplessità sono anch'esse perplessità... Ma, forse, è proprio per il fatto di voler sempre cantare-interpretare (e anche per primo trovare, quasi "inventare") parole e costrutti controllati - nel senso di appropriati o ricercatamente adatti - che si finisce col perdere un po' coscienza della necessaria misura in situazioni concrete, collettive e di responsabilità. Peraltro, sarebbe stato proprio il suo paroliere (filosofo ed intellettuale, da anni suo collaboratore) Manlio Sgalambro, ad avergli sconsigliato, invano, la via parallela della politica ("che storie"...!).

E, a proposito delle bellissime parole de "La cura" (brano interpretato diversamente - e perfettamente - anche da Adriano Celentano), Battiato avrebbe così risposto ad un giornalista un po' più curioso : « io ho iniziato a scrivere la prima parte e lui [Sgalambro] ha fatto la seconda, senza precisare quale sia la prima o la seconda ». "Voilà"... [visto che scriviamo durante la votazione finale dell'Eurovision!...] Dopo aver approfondito un po' (la bellezza richiede anche questo!), possiamo (ri)ascolare una canzone speciale. Che appunto ricorda, in generale, quanto la buona musica (l'ottima musica) sia una vera cura per noi tutti (vi rimandiamo alla home e al senso - evidente! - di "Cultura & Salute"....). Ma ancora un attimo s'il vous plaît : anche per i nostri ami francesi dobbiamo sottolineare tutta la forza e il sentimento di queste parole... : «Supererò le correnti gravitazionali / Lo spazio e la luce / Per non farti invecchiare / E guarirai da tutte le malattie / Perché sei un essere speciale!». Sfidare con tanta facilità le regole stesse dell'esistenza e ogni sofferenza. Un dono di sé assoluto, per un amore di coppia e ben oltre... Per la traduction française (di queste parole e delle altre) - e per tante altre traduzioni (accanto all'originale), "facilissimò" (ou, encore une fois, "voilà"!!) : ecco il link con video del brano, voici notre lien "La cura" ("Le soin") pour tout écouter et tout comprendre :)
 


Battiato libro su la cura copertina

Un libro intero dedicato al brano musicale "La cura"...

 

Ma non finisce qui. ("Même") si vous êtes français, vous ne pouvez pas ne pas connaître aussi "Centro di gravità permanente" (de Franco Battiato et Giusto Pio). Je cherche un centre de gravité permanent / qui ne me fasse jamais changer d'idée / sur les choses sur les gens. Eh oui, nos doutes peuvent nous faire beaucoup de bien, mais l'homme a bien besoin de certitudes [Scusate, a proposito di iniziali incertezze e sconvolgimenti... incredibile quest'Eurovision a suo modo molto italo-francese: in "questo" momento, dopo la Francia di Barbara Pravi-Piaf al primo posto (pezzo e interprete davvero charmants, ci sentiamo di dire, nonostante i legittimi "sospetti" di plagio... ma quanto plagio c'è nel valorizzare brani storici?!), l'Italia è balzata in testa... Registriamo anche noi, qui, questa grande suspense tra primissimi paesi, poiché non siamo certi di riuscire ad includere i risultati definitivi con relativi festeggiamenti nelle nostre prossime "info". Incrociamo le dita per entrambi i nostri paesi, anche perché qui l'interpretazione rock e soprattutto sempre "fuori di testa" dei Maneskin ci ha convinti assai più di quella sanremese. Si tratterebbe sempre, comunque, di un grande, storico successo! Ma ora "zitti e buoni", che finiamo su Battiato!...].
Dunque, in altri termini, dicevamo: mi raccomando, siate sempre all'ascolto del vostro "centro di gravità permanente"... quando lo avrete tanto faticosamente trovato. E anche se non dovesse essere mai proprio permanente... Perché, ad esempio, «mai cambiare idea sulle cose sulla gente » non è sempre, necessariamente, una cosa da augurarsi.

E poi e poi... la nostra evidente sélection potrebbe chiudersi con la dolceamara riflessione di "Povera patria", tutta da ascoltare ricordandosi forse anche che le povere patrie oggi sono più di una (o due)... Insomma: non è mai fuori moda prendersi "cura" della propria patria (ma sarebbe meglio, ora, dire "paese"...), paradossalmente anche grazie alla conoscenza parallela di altri paesi più o meno vicini e, anch'essi, più o meno poveri. Visto che, con l'aiuto della pandemia, la povertà generalizzata non è proprio in fase calante.

Forse qualcuno di voi si sarà chiesto perché il nostro ricordo di Battiato è finito nel nostro spazio su Sanremo, pur capendo che qualche legame c'è anche con il Festival. Be', in queste pagine è più facile per noi scrivere in lingua italiana; in secondo luogo Battiato ha partecipato indirettamente al Festival, anche occupandosi di arrangiamenti per coloro che stimava, spontaneamente vicini a quelle sue canzoni-componimenti "elettro-pop-suggestivi" (anche sfociati in opera lirica, lavoro cinematografico a parte). Pensiamo a Giuni Russo ed al premio ricevuto a Sanremo nel 2003 per l'arrangiamento di "Morirò d'amore". Giuni Russo: come Carmen Consoli, con la quale Battiato ha ugualmente collaborato, è sempre stata un'autrice - per questo brano, co-autrice con la sua compagna Maria Antonietta Sisini - ed una voce speciale. Anche lei siciliana, prima di cedere ad un brutto tumore ci ha regalato una canzone sanrmese davvero suggestiva e piacevole, che ci aveva colpiti sin dal primo ascolto (non senza similitudini con Antonella Ruggero e con le particolari atmosfere dei Matia Bazar, sempre vicine anche a Battiato.).  Une chanson festivalière pleine d'atmosphère, arrangée par Battiato, que vous pourrez découvrir via notre précédent lien (quant aux noms précédents, on les retrouvera dans nos prochaines balades).

Infine, Battiato è in queste pagine anche perché ha scritto, per Alice (che, anche per la mimica, ricorda un po' Loredana Berté), il brano intitolato "Per Elisa" e presentato al Festival 1981. Canzone e parole molto moderne (autori: Franco Battiato, Alice Visconti, Giusto Pio) per forma e contenuto, in quegli anni ancora di transizione, "a cavallo" tra concezioni e stili di vita diversi...

Ultimo punto, che avvicina ancor più Battiato sia a Sanremo che precisamente a questo nostro spazio: la sua collaborazione e forte intesa con Milva, veterana del festival come abbiamo visto, e per la quale il Maestro ha scritto molti brani, come "Alexander Platz" (Franco Battiato, Giusto Pio, Alfredo Cohen ; cf. link duetto assai speciale illustrato da un poetico cartone-animato).  Milva la Rossa dunque, che Battiato stimava molto, reputandola, come assicura in studio, molto intelligente... Vi andrebbe, a questo punto, di passare tre simpatici video-minuti insieme a loro, pour terminer? Ed anche, perché no, di cliccare su questo link tutto francese? Per scoprire un articolo che accenna subito alla nostra attualissima edizione dell'Eurovision, nel ricordo della partecipazione di Battiato alla gara canora europea insieme ad Alice, nel (lontano ?!) 1984. Articolo che, oltre a porre giustamente l'accento su un brano forse più frizzante - specie se remasterizzato - come "Cuccurucucù", offre molto sportivamente il suo aperçu di alcune tappe della crescita di Franco Battiato, non tralasciando un certo elemento che ha lasciato il segno...


Franco battiato 1